Liberiamo l’Italia: Io ci sono ma non possiamo partire dalla piazza.

Lo dico in tutta sincerità agli stimati amici di “Liberiamo l’Italia” che hanno organizzato la manifestazione del 12 Ottobre a Roma. Sono onorato di essere stato preso in considerazione e li ringrazio per il loro impegno. Ma li invito ad una seria riflessione: Le manifestazioni di piazza, organizzate senza il supporto dei media, si dimostrano un flop in termini di partecipazione nel 90% dei casi, depotenziando le ragioni della battaglia che si intende portare avanti. Un conto è organizzare un flash-mob, dove bastano poche centinaia di persone ed un montaggio video ben fatto per renderla un’operazione di successo. Un conto è indire una conferenza, riempire una sala ed avere gente in piedi pur di ascoltare i relatori. Ed altra cosa è una manifestazione di piazza. Non dico che non si possa fare. Non dico che non si debba provare. Ma bisogna prepararla per fasi.
La prima fase, che possiamo dire essersi già conclusa con un discreto successo, riguardava la necessità di un appello a tutti i sovranisti del paese affinché si mettano insieme per trovare una strategia di contrasto al nemico comune.

Da ieri continuo a ricevere decine di adesioni in questo senso.

La seconda fase dovrebbe essere quella di indire una conferenza nazionale di tutti i leader della galassia sovranista della nostra penisola e di tutti i referenti regionali di tali movimenti. Dare a tutti la possibilità di incontrarsi, guardarsi negli occhi, mettere da parte leaderismi, personalismi e scetticismi reciproci e discutere azioni comuni delimitando i territori dopo aver raggiunto insieme la consapevolezza dell’urgenza che l’attuale fase politica e sociale richiede.

La terza fase dovrebbe essere quella di organizzare azioni congiunte e contemporanee nelle singole regioni per testare il grado di coordinamento scaturito dalla riunione plenaria di tutti i movimenti. Soltanto dopo aver testato e collaudato l’ingranaggio ed aver creato un protocollo comune da seguire si può pensare ad una manifestazione nazionale di piazza. Ma questa volta dopo esserci già contati. Pensare di farla adesso, bypassando le prime due fasi e basandosi solo su contatti e adesioni avute via social, in un mondo dove sono tutti rivoluzionari da tastiera, purché non siano chiamati a lasciarla quella tastiera, la ritengo una scelta troppo azzardata. Ancor di più se la data dell’evento cade proprio ad una settimana di distanza da una pubblicizzatissima manifestazione di piazza indetta dal più popolare dei politici per una causa comune ossia l’opposizione a questo Governo. Questo non vuol dire vanificare quanto fatto fino ad oggi per la manifestazione del 12 Ottobre indetta da Liberiamo l’Italia. E non vuol dire avere timore reverenziale nei confronti di realtà più conosciute della nostra. Vuol dire conoscere i propri limiti per poterli superare senza andare a sbattere nell’ostacolo. Per questo vi dico trasformiamo la nostra manifestazione di piazza in quella che ho definito la fase due. Coinvolgiamo tutti coloro che hanno risposto all’appello e convochiamoli in una conferenza plenaria con tutti i sovranisti, aprendo a tutte le sigle. Rendiamo la sala gremita di militanti sovranisti. Lasciamo che si alternino ai microfoni i leader di tutti i movimenti e partiti che lottano per la sovranità, ognuno con la propria sigla. Creiamo la tessera del sovranista. Inviteremo a farla a quelli di VOX, del Fronte Sovranista Italiano, di Riscossa Italia… e a tutti quelli che hanno la sovranità degli italiani come priorità. Nessuno dovrà rinunciare alla propria sigla che ne caratterizza l’identità perché il nome del loro stesso movimento sarà segnato in grassetto all’interno della Tessera del Sovranista. Ma ne avremo finalmente una comune, che contraddistingue l’obiettivo e non la provenienza. Sarà un modo per contarci. Per sentire un senso di appartenenza in quello che oggi è un mondo inutilmente e dannosamente frammentato. Invadiamo il web e le redazioni dei giornali con le nostre foto, con le nostre idee, con i nostri interventi e creiamo curiosità e attenzione del pubblico. Poi tutti insieme decideremo quando sarà opportuno riempire la nostra piazza. A quel punto chiameremo a raccolta tutti i tesserati, dei quali conosceremo nome, cognome, numero di telefono, volto. E non soltanto il nickname di fantasia scelto sul social. Se non riusciamo a fare questo sono certo che gli stessi sovranisti che non sono stati coinvolti fin dal principio, remerebbero contro l’iniziativa. Quelli schierati con la Lega o con FDI, invece, risponderebbero che devono già scendere in piazza contro l’attuale Governo il 19 Ottobre. E chi la dovrebbe riempire la nostra piazza il 12 dello stesso mese? Vi fidate delle adesioni arrivate via mail o con un semplice click da un computer ? Io no. E non mi piacciono gli insuccessi. Non mi piace dover leggere sui media che i sovranisti hanno fatto flop. Lo sapete bene che il mainstream finge di ignorare i nostri successi ma un eventuale insuccesso sarebbe utilizzato da tutti per deriderci. Che sia chiaro, con questo post io non intendo venire meno al mio impegno. Se deciderete di portare ugualmente avanti la manifestazione del 12 così come l’avete inizialmente pensata, io ci sarò. Ma come spettatore con la speranza di essermi sbagliato. Vi prego però di riflettere. Usiamo quella data per una riunione plenaria dei sovranisti in una sala che scoppi di partecipanti. Facciamo attenzione alle piazze vuote che danno una tristezza infinita.

Ora mi metto al lavoro sul progetto di TESSERA DEL SOVRANISTA sono curioso di vedere chi mi dirà di no e chi accetterà di entrare nella casa comune.
Con affetto
Francesco Amodeo

Commenti

  1. Barbara

    Concordo con i sovranisti sulle politiche di riscatto economico, di sovranità monetaria ecc.
    Di non meno valore reputo le politiche per la famiglia e la natalità,
    per un futuro di crescita e sviluppo.
    E nel contempo auspico un energico rigetto delle derive antropologiche che hanno infestato l’occidente con nozze gay, poliamori, utero in affitto, eutanasia, pedofilia, pornografia droghe libere e ogni altra nefandezza

  2. Fiore

    Io ci sarò, sono pienamente d’accordo con questa analisi che alla fine porterà solo tante belle parole e basta.
    Bisogna organizzarsi in modo concreto, perciò io consiglio di creare una piattaforma dove raccogliere i volenterosi (sotto più aspetti chiesti durante la registrazione) e poi numeri alla mano, organizzare per bene e democraticamente.
    Creare un form di registrazione non ci vuole moltissimo, potrei anche programmarlo io (sicuro in teoria, ma non sono esperto in sicurezza in caso di tentativi di hackeraggio), oppure ci sono piattaforme già esistenti, ben strutturate come Airesis.
    Fammi sapere che mi metto all’opera e il tempo stringe.

  3. Mario B. Bartalucci

    Egregio Amodeo,
    fa grande piacere e conforto tutto questo ribollire di iniziative per ridare potere e sovranità effettiva agli italiani. Concordo con lei su quanto ha consigliato relativamente all’iniziativa di Liberiamo l’Italia. A questo riguardo non posso non sollevare una perplessità di fondo.
    Come sempre in politica bisogna considerare il seguito popolare, fondamentale per realizzare i propri propositi e soprattutto in questo caso per le ragioni da lei esposte bisogna evitare iniziative che in partenza rischiano il fallimento. Mi pare velleitario organizzare una manifestazione molto debole il 12, quando ve ne sarà un’altra di sicuro successo il 19 e che, in soldoni, va nella stessa direzione. Questa obiettiva contrapposizione mi sconforta, perché come cittadino italiano che si sente minacciato dalle politiche della LUE ho necessità di uno strumento che abbia seguito popolare e quindi sia in grado di fornirmi nell’immediato una difesa efficace e possibile. Questo allo stato attuale, piaccia o meno, è la Lega di Salvini. Non ne vedo altri. Mi rendo conto che è uno strumento ancora grezzo se vogliamo, con ambiguità e altro che ai puri possono far storcere il naso, ma è il solo nucleo su cui si può costruire realisticamente una resistenza che abbia possibilità di successo. Tutti questi movimenti e iniziative dovrebbero a mio avviso cercare invece di dialogare con la Lega (unico grande movimento sensibile a questi temi e mi pare che personalità di un certo prestigio, alla Bagnai per intendersi, ve ne siano) per influenzarla e contribuire a farla divenire con essi un vero partito della nazione in senso sovranista. Altrimenti essi, lodevoli e necessari culturalmente e politicamente, se persistono in parcellizazioni di stampo partitico rischiano di non avere alcuna efficacia e possono essere controproducenti. Non è il momento di frazionamenti, ma di grande realismo. Gran parte degli italiani stanno recuperando senso di identità nazionale e desiderano, credo, un qualcosa che risponda a questo sentimento, ma che nel contempo abbia la forza politica per incidere in questa direzione. Altre possibilità non ne vedo, limiti miei sicuramente.
    PS Non mi stancherò di lodarla per la sua iniziativa all’ambasciata greca, cui disgraziatamente per motivi familiari non ho potuto partecipare

  4. Rossana Pagano

    Di solito son molto descrittiva, ma stavolta non lo saro’. Hai perfettamente ragione, siamo arrivati ad un punto, sia in Italia che in Europa ,dove la “” supremazia staliniana”” mostra la sua faccia piu’ crudele,e tutto il suo profondo odio verso cio’ che si chiama liberta’! Dobbiamo essere uniti, non partitini e movimenti che agiscono ognuno a suo modo, è invece doveroso ed auspicabile l’unione di questi, in una massa popolare con cervelli costruttivi, E’ la sola cosa che a questo punto rimane da fare . Unione uguale massa critica, uguale sconfitta dell’avversario!

  5. Stefania Acquaticci

    Condivido la sua analisi. Spero che il suo appello all’unità venga accolto da tutti i movimenti sovranisti.
    Credo che solo una casa comune potrà darci una appartenenza costruttiva.

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  6. Renato Lanaro

    Costruire un centro verticistico di comando che goda della fiducia della base è una sfida difficile ma è l’unica strada percorribile se si vuol ottenere dei risultati. Non siamo abituati ad agire come un’unica forza perchè fin da bambini ci hanno messi gli uni contro gli altri come antagonisti, favorendo gli individualismi e la competizione; questo comporta una conflittualità diffusa che divide in mille liti ogni forma di lotta, vanificando il risultato. Le carogne che ci dominano conoscono i nostri limiti e le nostre precarietà … sarà semplice vincerli cambiando le nostre anime e cominciando a costruire il sogno tutti uniti come un sol corpo.

  7. Gino Chabod

    anch’io preferirei usare le grandi energie per organizzare e partecipare ad una manifestazione per innondare le nostre città di volantini diffusi anche con con volantinaggio privato… ma ci sarò il 12 a Roma

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  8. Mario

    Non posso che sottolineare una profonda ambiguità nella tesi di Fusaro. Descrive il capitalismo come male assoluto, confondendolo scorrettamente con l’oligarchia finanziaria che ci sta opprimendo. Cerco di spiegarmi. Una delle coquiste findamentali dell’Occidente cristiano (tale è, piaccia o meno) è stato il concetto di persona depositaria di valori e principi antecedenti ad ogni istituzione ed organizzazione statale. Da qui l’affermazione della libertà personale come pilastro imprescindibile per ogni forza politica che si opponga ai vari totalitarismi. Naturalmente tale libertà non può esssere concepita a discapito di quella degli altri che ha ovviamente la stessa dignità e valore. Di qui il bilanciamento diritti/doveri di ogni società evoluta in democrazia reale. Ecco il punto in questione. Libertà personale implica non solo proprietà privata, senza la quale tale libertà non può esistere, ma anche libertà di intraprendere, che è alla base dell’organizzione “capitalista” dei rapporti economici e che ha prodotto, come lo stesso Marx ha riconosciuto, il più grande sviluppo economico e tecnologico della storia. Certamente come per la libertà individuale anche la libertà di intraprendere non può avvenire contro gli interessi e a scapito dell’impoverimento della collettività. E’ una perenne tensione che se ben governata riesce a produrre ricchezza in ogni campo. Illudersi che esista una società senza tensioni e conflitti è puro infantilismo.
    Descrivere il capitalismo, così come fa Fusaro, come male irredimibile significa in realtà disconoscere, e il buon filosofo non le nomina mai infatti, il ruolo della proprietà privata e della libertà di intraprendere, avviandosi su un sentiero pericoloso che è quello della collettivizzazione e dello statalismo totalitario che ha dato di sé funesta testimonianza. Su questo non credo vi possano essere dubbi. Criticare Salvini perché ha nominato la Thatcher fa bene, ma deve puntulizzare che Salvini l’ha ricordata per una frase che di per sé è sacrosanta: senza libertà economica non esiste libertà. Non basta certo una frase, oltertutto corretta, per tacciare qualcuno di “liberismo”, termine con il quale appunto si mischiano capra e cavoli.
    Vorrei far notare poi che la riduzione dell’uomo a “homo oeconomicus” accomuna tanto il marxismo quanto le oligarchie finanziarie (o altrimenti chiamate ceo-capitalismo o turboliberismo) che del capitalismo hanno solo e soprattutto la ricerca del profitto, ma senza la spinta alla creazione di ricchezza per sé e per la collettività.
    D’accordo con Barbara, ma con questa ambiguità impossibile parteggiare per l’iniziativa e temo che questa non avrà un gran futuro.
    PS. un precedente commento non appare pubblicato

    1. Autore
      del Post
      Francesco Amodeo

      Quoto al 100% le tue parole. Mi trovi d’accordo su tutto, anche se non troveremo mai il leader o il partito che porti avanti delle tesi totalmente aderenti alle nostre. Quindi bisogna apprezzare lo sforzo, la buona fede e l’onesta delle persone. Se vorrai il giorno 12 Ottobre a Roma dalle 18:00 sto organizzando un convegno di tutti i sovranisti (io vorrei chiamarli semplicemente italiani) mi farebbe piacere un tuo intervento su questo tema. Puoi scrivermi a info@francescoamodeo.it

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  10. Mike57

    Unirsi sotto una ” sigla ” e una mossa sensata ed è anche la piu logica, senza che nessuno ne perda l’identità. Qualche anno fa abbiamo tentato di creare il Fronte d’Impatto Popolare ( F.P.I. ) , quante porte sbattute in faccia! L’ultima e stata da parte del movimento SiAmo, cacciato personalmente dalla chat in cui ero stato invitato. Ho 62 anni in odore di quota100 fra qualche giorno e la cosa mi ha deluso assai.
    Ciao Michele.

  11. cristiano

    Ci poniamo sotto la protezione dell’articolo 19 della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, il quale stabilisce: . (Dichiarazione internazionale dei Diritti dell’Uomo, adottata dall’Assemblea generale dell’ONU a Parigi il 10 dicembre
    1948).
    L’autodeterminazione dei popoli costituisce un principio
    fondamentale del diritto internazionale contemporaneo.
    Libertà
    La LIBERTA’ non fa distinzione di sesso , non guarda il colore della pelle ,
    non gli interessa l’orientamento religioso , non è di destra , non è di
    centro ,non è di sinistra
    LA LIBERTA’ E’ DI TUTTI
    L’ITALIA è una colonia anglo-americana dal 3 settembre 1943 quando il
    governo Badoglio firmò l’armistizio ( leggesi resa incondizionata e servile ) in
    pratica è un paese occupato da potenze straniere le quali hanno anche dettato
    la nostra costituzione.
    Tutte le persone che sono state elette a governare queste paese hanno
    dichiarato o dichiarano di lavorare per il bene dell’Italia e degli italiani, in
    realtà sono servi dalle potenze straniere che ci occupano e questo lo vediamo
    palesemente ormai da oltre 30 anni
    A queste persone che ora sono al governo chiediamo di passare alla
    storia,chiediamo di modificare l’articolo 75 della costituzione che così
    recita:E` indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto
    avente valore di legge , quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. Non e` ammesso il
    referendum per le leggi tributarie e di bilancio , di amnistia e di indulto , di autorizzazione a ratificare trattati
    internazionali . Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.
    Di modificarlo nel seguente modo :E` indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione,
    totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge , per deliberare l’autorizzazione a
    ratificare i trattati internazionali o l’abrogazione totale o parziale dei trattati
    internazionali , quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. Non e` ammesso il
    referendum per le leggi tributarie e di bilancio , di amnistia e di indulto . Hanno diritto di partecipare al referendum
    tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.
    Lo chiediamo per ridare libertà,sovranità e autodeterminazione al popolo
    italiano .
    Per incoraggiare il governo in questo passo chiediamo a tutte le persone che
    vogliono essere libere ad una grande manifestazione il giorno 25 APRILE
    2020 a ROMA oppure , per chi non può raggiungere la capitale , davanti a
    tutte le prefetture d’Italia

  12. Marco

    Io mi chiamo marco e sono di Brescia sono con voi e con questa ottima idea però farei due cose conosciamoci tutti ma cerchiamo di non apparire troppo in internet guardate che qualcuno ha chiuso vox Italia quindi anche la rete non è veramente libera…. Dobbiamo divulgare alla gente due cose la costituzione e spiegare con libricino la sovranità monetaria ma secondo me non dobbiamo adesso apparire troppo anzi meno visibili siamo meglio e

  13. Pingback: 12 ottobre 2019: Manifestazione a Roma ore 14 “Liberiamo L’Italia” | 6 VIOLA

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